Gli ingegneri sono creature esclusivamente dedite allo studio. Come se già la loro tragica situazione non bastasse, essi sono perennemente soggetti a tormentoni e luoghi comuni a dir poco infiniti e, per di più, le ritroviamo per ogni facoltà esistente.

INGEGNERIA AEROSPAZIALE

Esperti di razzi e turbine, la maggior parte di loro si è iscritto a questa facoltà dopo aver visto mille puntate di Star Trek  e si è laureato con una tesi  sul calcolo del momento della Forza di Star Wars (solo Gauss ci riuscì). È grazie a loro che Goldrake può trasformarsi in un razzo missile, con circuiti di mille valvole. Dovranno sempre sopportare luoghi comuni del tipo: “Ah, ma vuoi andare sulla luna??”, oppure i simpaticoni di turno: “Mi costruisci un Jet privato?”. L’unica cosa vera di questa facoltà è che sarà il famigerato 18 ad essere il grande passo per l’umanità.

 INGEGNERIA AMBIENTALE

In teoria il loro compito sarebbe quello di rimediare ai disastri ecologici combinati dai colleghi chimici, meccanici, nucleari ecc. In realtà si distinguono perché studiano e lavorano in ambienti pitturati di verde e nel computer ha uno salvaschermo con i fiorellini o anche dei tenerissimi gattini. Insomma, i loro pensieri (da cui derivano i luoghi comuni nel loro caso) convergono tutti verso la stessa direzione: “MA NESSUNO PENSA AGLI ANIMALI?

 INGEGNERIA BIOMEDICA

Vengono ritenute figure mitologiche, metà ingegneri e metà medici. Come tutte le figure “ibride”, vengono sempre derisi nel peggiore dei modi: gli si attribuisce poca preparazione sia in ambito medico che ingegneristico. I luoghi comuni peggiori a cui sono sottoposti, oltre a quelli logistici, sono: “Ma perché non ti sei iscritto a medicina?” – “Bio…che????”.

 INGEGNERIA INFORMATICA

Il loro motto principale è: “Se qualcosa non funziona, esci e rientra”, cosa che hanno adoperato anche per conseguire la laurea: ogni volta che venivano bocciati uscivano e rientravano in aula. Sono i discendenti diretti dell’ingegnere elettronico (ormai sorpassato), che aveva costruito la sua vita , così come gli informatici, intorno a luoghi comuni come: “Se qualcosa non funziona, prendilo a botte; altrimenti gettalo dalla finestra”. C’è ancora rivalità su quale sia il metodo più efficace. La rivalità tra i due ingegneri termina per un solo motivo, in quanto rappresenta un modo comune di compatimento: entrambi verranno contattati da parenti e amici ESCLUSIVAMENTE per problemi di tipo informatico (per di più non verranno neanche pagati).

 INGEGNERIA GESTIONALE

Detto anche il “quasi ingegnere” o, in alcune culture più avanzate, il “non ingegnere”, l’ingegnere gestionale rappresenta una vera e propria mesca francesca (culturalmente parlando): presentano una cultura elettro-chimico-civil-informat-meccanica accompagnati da soli tre esami di economia.

I luoghi comuni, nel loro, caso non si contano. Al Politecnico subiscono sempre scene verosimilmente pari a questa: “Cosa studi?” – “Ingegneria Gestionale!!”, -“Ah, ma allora tu non fai ingegneria…”, oppure verranno accompagnati dal più breve (e altrettanto micidiale) : “Gestionalen’t”.

 INGEGNERIA MECCANICA

Sono quelli, probabilmente, più sottovalutati. Per errore di traduzione della loro facoltà, vivono accompagnati da tormentoni ogni volta che gli si guasta la macchina: “Ma perché non te la ripari da solo? Non sei un meccanico?”, anche se viene questo luogo comune viene associato ad ogni tipo di apparecchio esistente.