Eterosessuale, omosessuale o asessuato?

Quante ne avete sentite sulla sfera intimo-personale di Nikola Tesla?
Io, nella mia lunga carriera di stalker tesliana, ho letto cose che voi umani non potreste neppure immaginarvi (cit.).

Qual è il miglior modo per fare luce nella densa nebbia di mistero che avvolge la sfaccettata vita di Nikolino nostro? Be’, basta informarsi e che ci vuole! Alt, no. Questa volta no.

Reperire fonti attendibili circa la vita sentimentale di Tesla è stata veramente un’impresa ardua e dispendiosa (soprattutto per me che sono povera almeno quanto Tesla). Comunque, frugando in rete, confrontando fonti e leggendo un paio di curiosi libri che poi vi consiglierò, sono riuscita ad ottenere un quadro insolito ed inaspettato di Tesla in versione “good old fashioned lover boy” (altra cit).


Partiamo dalla più nota donna che, in modo più o meno platonico, ha rappresentato una figura fondamentale nella parabolica vita del nostro Nikolino.

Forte, incredibilmente intelligente, frustrata da una vita troppo limitata: si tratta di Katharine McMahone Johnson.

Katherine era la moglie di Robert Underwood Johnson, uno dei pochi veri amici di Nikola Tesla.

Robert “Bob” era un giornalista del Century di New York a cui, nel 1889, fu commissionata un’intervista al genio serbo-croato che stava raggiungendo il suo picco di popolarità. L’incontro fra Nikola e Bob fu il seme da cui sbocciò un’amicizia che andò oltre il lavoro.

katharine_mcmahon_johnsonTesla divenne habitué in casa Johnson, tanto che ci si fermava per cena, per le festività o anche solo per un tè accanto al camino. Katharine, relegata a signora di casa, sviluppò un forte attaccamento a Tesla giacché percepiva distintamente in lui l’animo nobile d’una mente illuminata e sensibile. Insomma, anche lei era vittima del fascino del nerdaccio da laboratorio. (Kath ti capisco, tranquilla. Nda)
Era una donna intelligente, elegante, colta e curiosa ma che aveva rinunciato a tutte le sue aspirazioni per seguire il marito giornalista a New York. L’incontro con Tesla non fece che risvegliare la sua sopita e repressa voglia di avventura e conoscenza.

katharine

Estratto dalla corrispondenza privata fra Tesla e Katharine

Tesla le raccontava della sua infanzia in Croazia, del viaggio a Maribor e degli anni a Parigi come ingegnere; le raccontava degli esperimenti a Colorado Springs, della sua visione futuristica del mondo, degli incontri con Mark Twain e con altre personalità del tempo.

Katherine sentiva sempre più indispensabile la presenza di Tesla nella sua vita, dunque avviò una corrispondenza fitta e densa che continuò con poche interruzioni per quasi trent’anni.

Ed è di questa corrispondenza che ci occuperemo, attingendo a piene mani di quelle perle di speculazione che sono i libri di Marc Seifer e di Margaret Cheney.

Il tutto, ovviamente, nel prossimo articolo…



Grazie a TeslaGoddesses & TeslaMuses & Melissa Mariani per le pic fantastiche.