Sono passati mesi dall’ultimo esame che il nostro ingegnere ha sostenuto. Ha passato molte peripezie e dovuto faticare sette camicie, ma finalmente l’ingegnere è riuscito ad ottenere il fatidico colloquio di lavoro. L’ingegnere ha dovuto subire angherie e soprusi sin dall’infanzia, sin dai primi natali fino a giungere alla sua carriera universitaria. Ha trascorso la sua intera vita in funzione di questo momento, e finalmente è giunto ad un passo dall’ottenere ciò che ha sempre voluto: finalmente è giunto il momento di sostenere il colloquio di lavoro e diventare un ingegnere di nome e di fatto.

Esaminiamo insieme come l’ingegnere affronta questo momento.

Il colloquio di lavoro

È uno scontro fra titani. Il re della domanda subdola contro il principe della risposta pronta e ipocrita. Da una parte il tutto comincia con: «Come mai ha scelto proprio la Center of Technology?», e dall’altra parte già il pensiero: «Perché,  fra tutte le lettere mandate completamente a caso scegliendo i nomi con le freccette, siete gli unici imbecilli che mi hanno risposto» accompagnata dalla risposta: «Le dirò, operare nel campo dei bulloni degli orologi da taschino è sempre stato il mio grande sogno».

«Ci dica un suo difetto» – «Tendo a essere troppo preciso e mi lascio prendere in maniera ossessiva e maniacale dal mio lavoro».

«Stiamo cercando una persona dalla spiccata personalità … » – «Non mi faccio mettere i piedi in testa da nessuno».

« … ma che sappia anche lavorare in team e riconoscere l’autorità dei suoi superiori» – «Signorsì! »

«Le piace viaggiare?» – «Molto e credo che poter viaggiare per lavoro sia un grande privilegio»

«Peccato, perché la sede di lavoro sarà a Scampia, a Napoli» – «Da anni desidero avere l’occasione per approfondire la conoscenza di questa bellissima città. A mio modo di vedere, una piccola Parigi».

«Visto il particolare periodo di crisi che sta attraversando la società,  sicuramente capirà che lo stipendio che le potremo offrire per il periodo iniziale, diciamo per i primi dieci anni, non sarà elevatissimo» – «L’importante è avere l’opportunità di fare esperienza in una società come la Vostra».

L’ingegnere ha trovato lavoro

Massima flessibilità e minimo costo: l’ingegnere ha trovato lavoro. Parte una HOLA che neanche al rigore di Fabio Grosso, andiamo a lavorare Beppe!!

Prima di concludere l’articolo vorrei approfittare per dare un grande “In bocca al lupo” a tutti i maturandi e futuri ingegneri e non! Non fatevi abbattere, l’articolo è volutamente scherzoso ed “esagerato”. La vostra opportunità arriverà. Perché se valete come persone, prima ancora di valere come ingegneri, niente e nessuno potrà fermarvi.