Oramai il prefisso “ingegneria” è come la dicitura DOP, viene usata anche per la roba cinese. E gli indirizzi che stanno creando ultimamente sono anche peggio di qualsiasi strafalcione cinese mai creato.

Ed è di cinesate accademiche che vi parlerò. Fino a qualche decennio fa, gli indirizzi di ingegneria erano pochi: meccanica, civile, elettronica, chimica… Con l’esplosione della tecnologia, oramai presente anche nello sciacquone del cesso, i settori si sono sempre più suddivisi in discipline specializzate. Fin qui niente di male, anzi, meglio! La vastità degli impieghi ingegneristici ha permesso tranquillamente la creazione di sottocategorie specializzate così da formare professionisti in branche sempre più vicine ma diverse. 

C’è, però, chi ha decisamente esagerato e ha la compulsione di appiccicare la parola “ingegneria” un po’ a sproposito.
Andiamo a vedere di chi e di cosa sto parlando.

1. Ingegneria della moda

Conosciuta anche come “Culture e tecniche della moda” ha già prodotto una piccola ma non trascurabile orda di neo Valentino Garavani che espone la dicitura Ing. come prefisso al loro nome. Ve lo immaginate un laboratorio con le macchine da cucire al posto degli oscilloscopi? Useranno i CAD per progettare il colletto di un tailleur? Strettamente connessa a questa facoltà pare essere “ingegneria tessile” che, vi confesso, non avevo mai sentito prima di cimentarmi nella scrittura di questo articolo. Qui il piano di studi proposto dal PoliTO. Mi aspettavo di peggio.

2. Ingegneria agraria

Per esteso “Ingegneria agraria, forestale e dei biosistemi”. Fra gli esami: Trattore I, Trattore II, Complementi di Verderama, Tecniche di smezzamento del vino e Fondamenti di irrigazione dell’insalata. Roba che mio nonno contadino poteva fare il professore universitario e non lo sapeva. Luca Sardella Magnifico Rettore. Tornando seri, è un indirizzo di ricerca proposto da più di un ateneo fra cui la Federico II, UniFI, UniSS. Si occupa della gestione idrica per i terreni agricoli, delle costruzioni rurali e di tutta quella bella roba di campagna che, in un ottica di un futuro sempre più “Bio”, potrebbe anche rappresentare un’ottima fonte di guadagno.

3. Ingegneria del cinema 

Quelli del politecnico di Torino dovevano essersi ubriacati con il vino di Ingegneria Agraria quando hanno pensato a questa roba qui. Leggetevi la descrizione qui, in breve vi insegnano a fare gli youtuber. Un tempo esisteva Ingegneria del Suono che, come spin-off di ingegneria elettronica, non era neppure male ed abbastanza rispettabile. Qui, invece, hanno cannato di brutto. 

4. Ingegneria dei beni culturali

Pare si tratti solo di un indirizzo di specializzazione, per fortuna. In ogni caso, vedere nella stessa aula uno che sa quattro parole in croce sulla Gioconda credendosi Sgarbi e un ingegnere fa parecchio paura. Tuttavia, su questa, non voglio essere particolarmente cattiva poiché sono convinta che progettare e curare la tenuta di una struttura muraria particolarmente vecchia non sia affatto semplice. Il nome, tuttavia, è un colpo alle coronarie.

5. Ingegneria gestionale

Qui è inutile ogni commento. Anzi, autocitandomi: “La dicitura ‘ingegneria’ sta a gestionale come ‘scienze’ sta a scienze della formazione