La biblioteca è quel luogo magico in cui possono accadere due cose:

Puoi immergerti in uno studio tanto profondo ed assorto da rinsavire solo quando la signora delle pulizie chiama la sicurezza, oppure puoi vagare come anima persa fra gli scaffali finendo a leggere un tomo di filologia romanza pur di non studiare.

Eppure, in ogni biblioteca che si rispetti, ci sono una serie di elementi di disturbo comuni.
Vediamo quali sono:

 

Quelli che occupano i posti e spariscono

Sono l’ottava piaga d’Egitto, sono mostri senz’anima, demoni caduti sulla terra, bestie feroci e perverse. Lasciano il loro quadernino colorato proprio lì, su quel tavolo bene illuminato, appartato e prossimo al termosifone, perfetto per le tue esigenze. Allora rimani lì, tieni d’occhio quel quaderno, aspetti che qualcuno ne rivendichi la paternità. Intanto passano i minuti, le ore, i giorni e quel quadernino è ancora lì, solitario e abbandonato, occupatore abusivo di suolo pubblico non sfruttato. Il proprietario probabilmente è in Nuova Caledonia a nuotare coi delfini mentre tu ti arrangi sul bordo della finestra della biblioteca.

 

Quelli che ripetono sussurrando

Il male nella sua forma più pura. In genere è uno studente del ramo umanistico la cui unica e sola capacità è quella di imparare a memoria vagonate di libri. A fior di labbra, con quella vocina nasale e quella “s” sibilata, continua a sparare parole a raffica mentre ripete a campanella l’ennesimo capitolo di chissà quale inutile materia. Se urlasse darebbe quasi meno fastidio.

 

La ragazza esaurita che tossisce.

Lo fa una volta. Lo rifà tre secondi dopo. Lo rifà più forte, lo fa un po’ più piano, smette per un minuto e poi ricomincia. Tu, seppur ti sia piazzato le cuffie così profondamente nelle orecchie che quasi le senti toccarti l’ippocampo, non puoi far a meno di notarlo e riprometterti di non venire mai più a studiare in biblioteca. Però torni e, poiché sei sfigato, ricapiti paradossalmente allo stesso tavolo della tossitrice compulsiva.

 

Le matricole

Probabilmente non hanno capito il concetto di mantenere il “silenzio” in una biblioteca. Continuano a parlottare, a raccontarsi vicende improbabili, a scherzare e a ridere. Perché ridete? Cosa avete da ridere? Se li riprendi ti fanno anche l’espressione incolpevole di quelli che non sanno a cosa tu ti stia riferendo. Intimamente godi perché presto avranno ciò che si meritano, soprattutto se sono matricole di ingegneria.

 

L’impedito che cerca di prendere in prestito un libro

Ci sono i bibliotecari! Perché devi disturbare un povero studente che, dopo una ressa per trovare un posto, finalmente è riuscito a concentrarsi? Perché pretendi che ti aiuti a trovare un libro o a compilare un modulo quando potresti tranquillamente imparare a leggere le regole per il prestito che, in genere, sono chiaramente esposte in ogni biblioteca decente?