Il sabato, per l’ingegnera, è un giorno felice.
No, toglietevelo di testa, l’ingegnera studia come una bestia da soma anche il sabato, l’unica differenza è che può farlo in pigiama, pantofole e senza curarsi di dare un senso ai capelli.
Dunque, come una barbona della scienza, sgobba allegramente tutta la giornata. Magari si concede una pausa caffè un po’ più lunga, magari riesce a ritagliarsi una mezz’ora per recuperare l’episodio settimanale della sua serie tv preferita. Insomma, dato un costante studio di base, il sabato garantisce quella soglia minima di svago che consente all’ingegnera di non impazzire ed utilizzare il suo sapere per sterminare il genere umano.

L’ingegnera, tuttavia, nonostante faccia di tutto per nasconderlo, è anche un essere vagamente sociale. Ciò implica che, seppur di mala voglia, abbia il naturale istinto di intessere relazioni. In genere si tratta di amicizie acquisite al liceo, ragazze o ragazzi che molto spesso hanno scelto indirizzi di studio diversi da ingegneria. E noi sappiamo che: così come tutto ciò che non è materia è antimateria, tutto ciò che non è ingegneria è scienza delle merendine. Ecco quindi che il sabato sera si configura l’accoppiata meno auspicabile possibile: ingegnera + merendinaia in giro per locali.

 

I preparativi 

Tu, povera ingegnera, ti rendi conto di dover uscire con un branco di pecore microcefale intorno alle 20:00, quando è il momento di iniziare a prepararsi. Con il getto della doccia in faccia fai la solita scommessa: di quale cazzata priva di senso e di rilevanza si parlerà stasera?
Davanti allo specchio, mentre ti piastri e ti foni inutilmente il gatto morto che hai in testa, provi ad abbozzare qualche sorriso nella speranza di risultare convincente: il sorriso di Jack Nicholson è più gioviale. Dopo esserti tirata in faccia due secchiate di stucco per coprire le occhiaie, ti rendi conto che è proprio la tua faccia a non andare. Ti infili il primo vestito semi decente che possiedi e scendi.

 

Le amiche

Sorridenti, radiose, truccate che manco Clio Make Up, con vestiti che tu non metteresti nemmeno al matrimonio di tuo cugino, ti fanno sentire immediatamente una busta di umido. La serata, insomma, inizia già male e tu non avevi preventivato diversamente. Ti compiaci amaramente del grado di infallibilità delle tue previsioni. Ma tu sei un ingegnera –ti ripeti nella mente-, tu sei superiore a queste cazzatelle materiali, tu sei tutto cervello, tu sei…vaffanculo, che vita di merda.

 

Il pre serata

Tu avresti voluto barricarti in un bel pub ad ingurgitare carne, patatine fritte e birra ma loro, compatte ed unite come una testuggine romana, hanno preferito portarti prima a prendere un aperitivo in quel localino carino carino che ha appena aperto. Ti senti a disagio, c’è troppa gente, troppa luce e troppa felicità. Mandi giù un Crodino con la scioltezza di uno della Alcolisti Anonimi con la cirrosi mentre le altre ancora giocherellano con l’oliva e l’ombrellino e sorseggiano manco fosse assenzio puro. Ma smettetela!

 

Il locale

Finalmente si va al pub e tu respiri un po’ d’aria di casa. La penombra, l’aria polverosa, l’odore di muffa ti ricordano un po’ la tua stanza. Imposti il pilota automatico che ti consente di sorridere ed annuire a periodici intervalli mentre ti occupi di attività decisamente più importanti come scorrere il menù alla ricerca di qualcosa di appetitoso.
Fatta l’ordinazione torni al fly by wire e, quasi per divertimento, ascolti la conversazione. Pennelli della Sephora per il contorno labbra, la storia d’amore strappapalle fra la cugina della tua amica e il suo boy, il racconto dettagliato del matrimonio dell’amica della tua amica a cui la tua amica non è stata invitata.
Finalmente arriva l’ordinazione.
La birra diventa sacro nettare che ti fa diventare improvvisamente allegra e di buona compagnia. D’improvviso le cagate delle tue amiche ti sembrano spassose. Incredibile: ti stai divertendo e la serata sta passando velocemente.

 

Il ritorno

Alla fine devono prenderti di peso e trascinarti fuori dal locale nonostante tu continui a rassicurare tutti che stai bene. Insomma, devi continuare a tenere alto il tuo status di ingegnera e di essere superiore. Non ti reggi in piedi ma, nonostante il disappunto iniziale, sei felice di non aver messo i tacchi alti.
Vieni rapita da una nave aliena ed inspiegabilmente ti ritrovi a casa. Hai così tanto sonno e così tanta birra in corpo che ti spogli, metti il pigiama e svieni a letto nell’arco di 4 petosecondi.

 

Il risveglio

La sacra sindone.
Non ti sei struccata e il negativo della tua faccia è miracolosamente comparso sul cuscino. Ti trascini in bagno, pipì di quindicimila ettolitri e ti guardi allo specchio: potresti suonare negli Slipknot e nessuno ti noterebbe. Gli effetti della birra, purtroppo, sono passati ed a te non resta che fare di nuovo i conti con la realtà: devi tornare a studiare.

 

 

Ingegneresse, raccontateci il vostro sabato sera!