Cosa rende così poco invidiabile la giornata di un ingegnere? Ve lo spieghiamo mettendola a confronto con quella di un merendinaio.

 

Sveglia

L’ingegnere
Quando la sveglia suona l’ingegnere ha già fatto colazione, si è lavato ed è immobile davanti al cassetto dei vestiti. Con aria di chi sta calcolando mentalmente l’aria di un dodecaedro cavo, si sta domandando se sia il caso di indossare la felpa di spiderman, la maglietta di Dark Side of the Moon con le equazioni di Maxwell o quella di Tesla Vs Edison.

Il merendinaio
Rimanda la sveglia fin quando non arriva la madre a buttarlo giù da letto. Staziona per un quarto d’ora davanti allo specchio fin quando si autoconvince che la prima lezione della giornata non sia poi così utile. Torna a letto.

Durante i corsi

L’ingegnere
Arriva con largo anticipo così da prendere posto nelle prime due file centrali. Affetto da normalissimi disturbi ossessivo compulsivi, pretende infatti che la normale al piano visivo sia parallela a quella della lavagna. Zaino sotto la sedia, quaderno fitto di formule, penna gel per scrivere più velocemente ed ecco che l’ingegnere è pronto ad annotarsi indiscriminatamente cazzate ed errori del professore.
Il merendinaio
Arriva di corsa, entra in ritardo ed è felice di prendere posto all’ultima sedia dell’ultimo banco all’ultima fila. Ha un unico quaderno per tutti i corsi e trascorre le ore di lezione a scribacchiare qualcosina di probabilmente inutile all’evoluzione del genere umano o a fare disegni di Peanuts. Dopotutto, a cosa gli serve prendere appunti? Lui ha comprato il libro originale scritto dal prof ed è intenzionato a farselo autografare da quest’ultimo in una ben nota opera di “seduzione accademica”.

A mensa

L’ingegnere
Dopo accurate osservazioni fatte a campione è riuscito a tracciare un grafico tempo-dimensioni_fila in modo da individuare l’orario di minore affluenza. Non gli interessa se i pasti più buoni saranno terminati o se la pasta sarà fredda, ciò che conta è fare in fretta e trovare un tavolino appartato per lui ed il suo gruppo di nerdacci malvestiti e occhialuti. Per una digestione veloce (ma anche perché l’ingegnere è intrinsecamente spilorcio) divide un singolo menù completo con almeno due dei suoi accoliti.

Il Merendinaio
Infighettato, con gli occhiali da sole anche d’inverno e con una buona dose di gnocca al seguito, si reca alla mensa nell’ora di punta. L’attesa non è un problema: conosce tutti e passa il tempo a salutare Tizio o a farsi due risate con Caio. Magari conosce qualcuno che è in testa alla coda e, imbucandosi, salta anche la fila. Prende poso al centro della sala, il suo tavolo è generalmente più affollato di quanto dovrebbe e dopo primo, secondo, contorno e frutta, pieno come un uovo va a morire ad uno dei tavolini del bar per bersi anche un caffè.

Il pomeriggio

L’Ingegnere
Ha mangiato poco, dunque la minore affluenza di sangue ossigenato allo stomaco dovrebbe garantirgli una maggiore efficienza cerebrale. Forte di ciò si mette sui libri praticamente subito, concedendosi il lusso di un disgustosissimo caffè preso ai colerici distributori automatici di facoltà.

Il merendinaio
E niente, è ancora al bar a digerire.

Il rientro a casa

L’ingegnere
Alza la testa dal libro solo quando l’addetta alle pulizie dell’aula studio lo punzona con la scopa per capire se è vivo o morto. Fuori s’è fatto buio e probabilmente Federica Sciarelli di Chi l’Ha Visto sta parlando di lui. Carico come una bestia da soma, si incammina al terminal per prendere l’ultimo autobus della giornata.

Il merendinaio
E’ appena rinsavito dalla lunga digestione. Un vago senso di colpa inizia ad aleggiare nella testolina del criceto che muove i suoi ingranaggi cerebrali. Decide di mettersi a studiare, incredibile! Tuttavia il meredinaio è automunito e, con la scusa del voler studiare in silenzio e in solitudine, monta sulla sua fiammante Smart e se ne torna a casa.

La sera

L’ingegnere
La sera è l’habitat naturale dell’ingegnere. L’orario che va da dopo cena fino a circa le 2:00 di notte rappresenta il rifugio preferito di ogni “animale da progetto” esistente sul pianeta. Netflix, video games, musicisti sconosciuti persino alle madri, manga e ogni genere di ossessione incomprensibile a chiunque altro, trova sfogo in quelle poche e meravigliose ore.

Il merendinaio
Non ha fatto un cazzo tutto il giorno, ha rimandato lo studio di ora in ora e adesso si ritrova schiacciato dai sensi di colpa. E’ troppo stanco per mettersi a studiare ma è troppo in colpa per mettersi a fare altro. Improvvisandosi bravo con i numeri prova a fare un rapido calcolo dei giorni che lo separano dall’esame. Tira un sospiro di sollievo perché manca ancora una settimana e a lui basta iniziare a studiare 3 giorni prima per tenere inalterata la sua media del trenta e lota (no, non è un errore).

La notte

L’ingegnere 
L’ingegnere va a letto tardi, molto tardi. I suoi neuroni, per chissà quale assurda motivazione, raggiungono i massimo livello di agitazione proprio quando il nostro eroe è a letto. Al buio, nel suo triste e freddo lettino monoposto, parte per un viaggio che David Bowman  di 2001 Odissea Nello Spazio levatiproprioadesso.

Il merendinaio
Illuminato dallo schermo 4k/fullHD/ultracrystalglassgorillacazzoneso di uno smartphone da 20ordicimilaeuri passa la nottata a vedere vecchi video di Mai dire Gol ed a ridere sommessamente per evitare che qualcuno lo senta. Al mattino se ne pentirà amaramente.