Durante la vita universitaria, chi più chi meno, dedica il proprio tempo libero a svago, lavoro o ad attività utili per la propria crescita. Quest’ultime possono essere legate al percorso universitario stesso. E’ il caso dei mitici ragazzi del team corse Quartodilitro.

(Molti di voi avranno pensato ‘‘ma perché, esiste tempo libero per noi studenti di ingegneria?”. Così sembrerebbe)

Abbiamo parlato con i componenti del team, i quali non sono solo ingegneri, per farci raccontare la loro storia e soprattutto per siglare una bellissima collaborazione che possa dare spazio e visibilità a chi, come loro, mette passione giorno dopo giorno in ciò che fa.

 

Tutto cominciò nei primi anni 2000, ci raccontano, nel laboratorio di Dinamica del Veicolo dell’Università degli Studi di Padova; diretto dal Prof. V. Cossalter, uno dei laboratori più all’avanguardia per la dinamica dei veicoli a due ruote. Qui, iniziarono gli studi di oltre 10 anni di dottorato per arrivare a costruire una moto “perfetta” o quasi. La chiamarono “Victoria”. A seguito dei test in pista, leggenda narra, fosse “la motocicletta motorizzata Ducati più maneggevole mai guidata”.
L’eco della costruzione della Victoria arrivò fino in aula dove, una decina di ragazzi spavaldi ancora alle prese con Meccanica Applicata alle Macchine, decise di intraprendere una nuova strada: far approdare l’Università di Padova anche alla piccola, e famosa, cilindrata 250cc (un quarto di litro); categoria nella quale la qualità italiana (ma soprattutto veneta) vantava un dominio assoluto.
Quindi decisero di fare il grande passo e nel 2014 la favola diventò realtà: fondarono il team QuartodiLitro UNIPD. Chiari i riferimenti alla tradizione e goliardia patavina: il bucranio come simbolo, il rosso pompeiano come colore e QuartodiLitro (questa volta non di cilindrata) come nome.
In pochi mesi, progettarono, costruirono e collaudarono una moto veloce, anzi meravigliosamente veloce tant’è che pochi giorni dopo tagliò il traguardo del campionato mondiale universitario MotoStudent 2016 in terza posizione. Una gioia inaspettata, pensare che fino a pochi giorni prima la “Bernarda”, la moto preparata per la competizione, era più somigliante ad un’installazione moderna che ad un veicolo a 2 ruote.
Maggiori sono le gioie, maggiore è la fame di vittoria del Team.
Così, dopo solo due anni, decidono di raddoppiarsi e di partecipare anche al Campionato Italiano (CIV) in categoria PreMoto3 con una evoluzione della moto precedente. Questo è un campionato vero e proprio, con meccanici stipendiati e ombrelline di lusso, per capirci. Il campionato non è iniziato per loro con il piede giusto a causa di qualche rottura, ma stanno accorciando la distanza con i team più esperti.

Siamo fiduciosi che i ragazzi possano raggiungere i loro obiettivi. Le fatiche non sono mai inutili!

Ciao ragazzi, ci vediamo in pista!

 

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