A cura di Giuseppe Parisi

Sei fuoricorso quando segui per l’ennesima volta fisica 1 con le matricole.

Sei fuoricorso quando arrivi a lezione e sei già stanco. Si, voialtri siete fuoricorso ad honorem.

Sono G. e sono al secondo anno fuoricorso, a breve inizierò il terzo (l’ultimo si spera).

Inizialmente pensavo di dovermi ritirare: quasi tutti i miei amici e colleghi si sono laureati in tempo o si sono ritirati, altri hanno avuto la scusa del cambio corso.

Ma più vai avanti e più la verità si rende visibile: non sei l’unico!

Quello è il momento in cui ti dici “Ok, ormai non ci possiamo fare più nulla” ed è lì che inizi a vivere la vita universitaria più tranquillamente.

 Tutti immaginano la vita universitaria fatta solamente di studio e altro studio, intervallati da feste, sesso, droga e sfoghi di ogni tipo; quelli più nerd magari li immaginiamo in un gruppo di modellistica di missili in scala 1:1 con tanto di torre di controllo a terra.

In realtà i gruppi universitari non sono così male: oltre al fatto che ne esistono di ogni tipo (alcuni sono anche di tipo competitivo), i nerd che li compongono dopotutto è gente simpatica.

 A proposito di competizione, solo da fuoricorso ho scoperto l’esistenza di hackaton e workshop: partecipate a tutto ciò che potete, non solo sono cose super interessanti, ma si conosce gente super simpatica, che ti trasporta in attività di cui neanche immaginavi l’esistenza.

In questi posti, soprattutto, potreste conoscere il vostro futuro datore di lavoro: uno degli stigma che è crollato è che se sei fuoricorso allora vieni automaticamente scartato. È falso!

Personalmente, non ho mai ricevuto così tante proposte di futuro lavoro in vita mia.

Ma soprattutto, se mi fossi laureato in tempo, ora non potrei scrivere per Ingegneria del suicidio!

Leccaculate a parte, non dimenticate di acquisire tutta una serie di soft skill: se non possiamo competere per medie e tempistiche di laurea, possiamo farlo appunto con queste abilità molto spesso sottovalutate, ma molto apprezzate. Non solo dai datori di lavoro, ma anche dai futuri colleghi.