Conquistare la laurea in ingegneria non è cosa facile e ci vogliono anni di sacrifici. Ma una volta superato questo tremendo ostacolo? Che succede? Beh, uno studente, dopo la laurea in Ingegneria, ha un mondo che si stanzia davanti! Nonostante il lavoro dipenda dalla facoltà frequentata, ce ne sono alcuni che sono comuni a tutti!

Analista di reti

Non è lo psichiatra di Ronaldo, ma uno dei mestieri più in voga nel campo dell’informatica. Uno dei pochi lavori da ingegnere ben retribuito, per inciso. L’analista passa il suo tempo a frequentare corsi di aggiornamento in cui impara a usare programmi che, una volta finito il corso, saranno già obsoleti. Egli tiene appeso a una parete il suo primo floppy disk (uno di quelli grossi) e, nelle serate davanti al camino, rilegge con un sentimento di malincoallegria gli appunti di Informatica, con le previsioni del suo prof. riguardo alla «necessità di avere un hard disk da almeno 20 Mb».

Analyst & Production management consultant

Quello del Consultant non è un lavoro. E’ un job. E l’ingegnere non viene scelto perché le sue capacità si adattano ai bisogni del mercato, bensì perché le sue skills si adattano ai needs del market, come gli viene spiegato al momento dell’assunzione da un abbronzatissimo Head of Personal & Human Resources, generalmente di nome Rudy.

Durante il primo mese, il neoassunto si mantiene sulla soglia di «produttività zero», passando il tempo a frequentare corsi in cui Rudy lo indottrina sulla storia dell’azienda, sulla mission e la vision dei dipendenti e sul motto aziendale, di solito up or out, perform or out o simili. In seguito la sua produttività reale resta ancorata a zero, ma quella fittizia (su cui fattura) si impenna esponenzialmente. Quello del consulente, infatti, è un lavoro inutile che consiste nel far credere a un imprenditore con trent’anni di esperienza di aver bisogno dei «consigli» di un pischello di venticinque anni.

Il commerciale

E quello che risponde agli annunci in cui si cerca un Sales Manager. Lavora nel reparto vendite di un’azienda leader in qualcosa in un qualche punto dell’Universo. E giusto che, oltre a ragionieri e laureati in economia, il reparto marketing impieghi anche un ingegnere: niente di meglio di un tecnico specializzato per interfacciarsi coi clienti e avere rapporti con loro con la forza del sapere dalla propria. Purtroppo, dopo qualche anno lontano dai macchinari, l’ingegnere si deingegnerizza e il suo lavoro diventa: rispondere alla telefonata del cliente, ascoltare la sua domanda, frugare nel proprio bagaglio tecnico, non trovare niente, dire: «Attenda in linea che le passo l’ufficio tecnico».

Col passare del tempo il commerciale migliora vieppiù le sue doti di interfacciamento fino al giorno in cui si infila una gonna e decide di farsi chiamare Cinzia, prendendo piena coscienza della sua identità di centralinista.