L’ingegnere finalmente è arrivato all’ultima fase del percorso per cui si è preparato per tutta la vita. È finalmente arrivato al suo ultimo esame.

Il tempo passa e, insieme a questo, passano (si spera) anche gli esami. Solitamente ci si accorge subito quando un ingegnere si avvicina al suo ultimo esame (al “termine” del suo percorso di studi), infatti i nomi degli esami aumentano proporzionalmente all’avanzare delle firme sul libretto. Un aumento di parole che sono direttamente proporzionali alla loro difficoltà (crescente) e inversamente proporzionali al numero di CFU (Vi ritroverete a dare esami da 1 CFU per un milione di pagine).

Per esempio: si passa da Fisica a Meccanica Razionale (strano nome che sottintende l’esistenza di una Meccanica Irrazionale) a Meccanica Applicata alle Macchine. E, quindi, gli ultimi esami di solito si chiamano «Ingegneria del Reattore Nucleare a Fusione», “Cinetica Statica dei processi chimici industriali” o “Disegno aerospaziale applicato al calcolatore“.

Le difficoltà dell’ultimo esame

La prima parte del corso, quella più complessa, consiste nell’imparare a memoria il nome di quest’ultimo.

La seconda parte è una prova di coraggio e fantasia: si tratta di presentarsi all’esame sapendo il meno possibile e di inventare la scusa più assurda per giustificare la propria totale impreparazione, in quanto l’ingegnere, totalmente sfinito e provato dai suoi 20 anni fuoricorso e millemila esami del suo piano di studi, ritiene che quell’esame debba ottenerlo anche solo grazie ai  punti fedeltà raccolti fino a quel momento.

Come prova dello stato mentale in cui si ritrova ormai l’ingegnere, basti sapere che non solo pretende di ottenere l’esame senza aver mai aperto libro, ma il voto deve anche essere necessariamente maggiore o uguale di 28. Perché? Perché vuole rovinarsi la sua bellissima media del 18.2 (aumentata grazie al 19 in Disegno Tecnico).

Il risultato finale

In realtà la scena finale è, più o meno, sempre la stessa: esame andato malissimo, accompagnato da uno studente che si inchina davanti al professore, implorando un 18, qualsiasi cosa pur di porre fine a quest’ultimo incubo.

Finalmente, grazie alla promessa di una delle pastiere della nonna, anche l’ultimo esame è andato. L’ingegnere si sente ormai al sicuro… Ma è davvero finita? Ovviamente no. Gli aspetta l’ostacolo più potente: la tesi di laurea.