Tutti noi sappiamo che essere uno studente di ingegneria non è affatto facile. Ancora meno facile è la vita da neolaureati. La nostra rubrica di “Sopravvivenza” nasce proprio per raccontare esperienze altrui che possano essere di esempio e di motivazione! Per la “puntata di oggi” abbiamo un ospite di eccezione:  Roberto Carlino. Un ingegnere napoletano che, attualmente, lavora per la NASA. Molto gentilmente Roberto si è prestato per rispondere a qualche domanda e siamo più che felici di condividerla con tutti voi. Neolaureati e non.

Ciao Roberto, grazie per averci concesso quest’intervista! Cominciamo dalla base: In cosa sei laureato?

Mi sono laureato in Ingegneria Aerospaziale alla Federico II di Napoli, sia laurea triennale che laurea magistrale.

Durante il tuo periodo da universitario, hai solo studiato?

Durante i miei studi a Napoli, a Delft (dove ho studiato un semestre in Erasmus) a Bruxelles (dove ho fatto un tirocinio con il programma Erasmus Placement) ho sempre cercato di prendere parte ed essere coinvolto in quante più attività ed eventi possibili. EUROAVIA è stata l’opportunità che mi ha fatto scoprire la realtà aerospaziale all’estero. Grazie ad essa ho capito che avrei voluto viaggiare e confrontarmi con le università e aziende europee.

Come hai articolato i tuoi primi tempi da neolaureato?

Prima ancora di laurearmi ho iniziato a cercare opportunità di lavoro o tirocinio in aziende importanti come l’ESA, CIRA, Thales Alenia, ma con poco successo. Poi dopo qualche mese di avventura ed esplorazione in Australia ho deciso di tornare sui miei passi ed iscrivermi ad un master di II livello. Avevo capito che essere eccellenti, essere neolaureati col massimo dei voti e fare più esperienze possibili non erano sufficienti. Il tassello mancante per raggiungere il mio obiettivo era farmi conoscere e creare un network di contatti nel settore spaziale che avrebbe capito e apprezzato la mia determinazione e tenacia nel fare una grande carriera. 

A mio parere si può essere il genio più grande che l’umanità abbia mai avuto. Se nessuno, tuttavia, ti conosce e nessuno può apprezzare il tuo talento le probabilità di realizzare grandi obiettivi si riducono drasticamente.

Hai mai temuto di non farcela? Se si, come sei uscito fuori da questo periodo?

Si, spessissimo, ma non mi sono mai arreso. Scoprendo storie come la mia, ho capito che se sei disposto a dare tutto te stesso per raggiungere i tuoi obiettivi, pian piano vedrai quell’obiettivo avvicinarsi sempre di più, fino a farlo realizzare.

Di cosa ti occupi adesso?

Adesso lavoro come Software Engineer alla Science Pipeline (parte del Ground Data System) per TESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), missione successiva al Telescopio Spaziale Kepler, il cui obiettivo è cercare pianeti simili alla Terra attorno a stelle quanto più vicine al nostro Sole.

Vuoi lasciare un messaggio agli studenti/laureati che ti stanno leggendo?

Ragazzi, non arrendetevi mai! Non esiste un’unica e sola strada per raggiungere i vostri obiettivi. Ogni volta che fallite o vi rendete conto di aver percorso la strada sbagliata, non vuol dire che avete perso tempo e tutto lo sforzo è stato inutile. È proprio grazie all’analisi delle proprie azioni e scelte che si impara dove si può cambiare e migliorare per raggiungere i propri sogni. 

Ricordatevi che anch’io, come voi, una volta ero uno studente. Dopo anni di lungo sforzo e perseveranza ora sono qui alla NASA.