La probabilità che l’università che avete scelto sia a pochi minuti da casa vostra (o meglio da quella dei vostri genitori) è molto bassa. Possiamo dire, dunque, che gli universitari si distinguono in due categorie predominanti: i Pendolari e i Fuorisede. Possiamo sicuramente esaminare 4 aspetti in cui questi due gruppi si differenziano maggiormente.

SVEGLIA

Sia data la prima lezione della giornata alle 8.30.
Il pendolare, per essere sicuro di trovare posto (inteso posto compreso quello del  treno), si alzerà, nel migliore dei casi, alle 7 (personalmente a quell’ora sono già in stazione).
Il fuorisede alle 8.25 starà inzuppando le macine, o qualsiasi sottomarca di altri biscotti, nel caffè. Alle 8.29 sarà in aula con il posto in prima fila. E occuperà posto anche ai suoi compagni.

USCITA COI COMPAGNI DI CORSO

Sia data una situazione tipo: “Dai stasera, dopo l’esame, andiamo fuori a mangiarci una pizza! Ci sei?”
Fuorisede: “Certo dimmi solo dove e ci sono!” (forse il tono sarà un po’ più triste se non ha passato l’esame, ma pur sempre pronto a spaccarsi di alcol).
Pendolare: “Eh non so…fammi vedere l’orario dei treni. Ah l’ultimo è alle 22.10. Se mangiamo in 15 minuti, ordinazione compresa, posso esserci!”
E, naturalmente, il tavolo sarà prenotato per le 20.45 dall’altra parte della città. Addio possibilità di socializzazione.

LE FERMATE

Il fuorisede conosce ogni singola fermata della metro della città in cui vive. 
Il pendolare conosce ogni singola stazione in cui si ferma il treno. Effettua il conto alla rovescia delle fermate senza dover guardare continuamente fuori dal treno.

NUTRIZIONE

Le due diete, soprattutto in sessione d’esame, sono molto diverse.
Il pendolare, dopo un’estenuante giornata in università e dopo 20 minuti di ritardo del treno, arriverà a casa e troverà qualcosa di buono già pronto.
Il fuorisede invece vive due periodi diversi che possiamo distinguere in: ante-Pacco e post-Pacco. Ossia, tutto è messo unicamente in funzione del momento dell’arrivo del “PaccoDaGiù”, ed è quasi paragonabile al giorno di Natale. Prima di quel momento, il fuorisede cerca di sopravvivere con pizze della Conad, le pietanze del fidato kebabbaro e le scatolette di tonno. Quando invece arriva il Pacco, finirà metà del contenuto in un paio di giorni e poi cercherà di centellinare l’altra parte fino all’arrivo del prossimo. Fallendo miseramente.

Almeno su questo fronte, quindi, il pendolare vede UNA GIOIA.

Voi a quale categoria appartenete? Vi ritrovate in questa descrizione? Fatecelo sapere!