Mesi fa iniziò la ricerca di Team universitari sportivi contraddistinti da caratteristiche differenti da poter raccontare in un progetto chiamato ING&SPORT. Siamo entrati in contatto con team provenienti da tutta Italia ma la nostra scelta è ricaduta solo su cinque. Tra questi si hanno auto da corsa con motore elettrico e a combustione, una moto, un’ auto a pannelli solari e una bicicletta capace di superare i 130 km/h. È il caso del Team Policumbent, con sede al Politecnico di Torino.

Abbiamo già parlato delle sfide e dei traguardi della squadra che progetta e realizza le biciclette reclinate più veloci d’Italia nell’articolo precedente, ora è il momento di svelare gli obiettivi ed i buoni propositi per il nuovo anno di attività 2018/2019.

L’anno accademico appena chiuso ha regalato un importantissimo traguardo per la squadra e per il rider Andrea Gallo che a bordo del prototipo Taurus ha toccato i 133,26 km/h nel deserto del Nevada aggiudicandosi il primo posto alla World Human Powered Speed Challenge. Ha stabilito così un nuovo record italiano di velocità sulle due ruote. Con questi presupposti, il 2019 non può che avere degli obiettivi ancora più alti. Qualcosa bolle in pentola e si tratta di una tripla sfida!
Primo obiettivo: accorciare e superare quei 0,5 km/h che separano il nostro Andrea Gallo dal record europeo di 133,78 km/h stabiliti da Sebastiaan Bowier nel lontano 2013. Come fa il Team Policumbent ad essere così sicuro di poter battere un record europeo? Semplice (ma non troppo). Grazie ad un algoritmo di simulazione MatLab sviluppato il reparto di Analisi Dati (di cui vi parleremo prossimamente) una volta inserite le informazioni di potenza del ciclista la Squadra è in grado di conoscere la massima velocità che il veicolo in esame può potenzialmente raggiungere in condizioni atmosferiche favorevoli. Al di là degli spoiler vi riveliamo che la massima velocità raggiungibile da TAURUS va ben al di là dei 133,78 km/h. Chi vivrà vedrà!

Il secondo obiettivo nasce dal primo. Se 133 km/h possono sembrano tanti, che dire del record mondiale di 144,17 km/h raggiunti da Todd Reichert nel 2016? Per una tale velocità il prototipo attuale non basta, serve un nuovo veicolo, più efficiente e totalmente rinnovato. Motivo per cui il Team ha deciso di dedicare un intero reparto alla progettazione di un nuovo veicolo che andrà a correre nel 2020. L’intero gruppo di aerodinamica e quello di meccanica si sono già rimboccati le maniche per abbattere il drag e la resistenza al rotolamento, le due grandi sanguisughe energetiche di ogni veicolo che ricerchi la massima efficienza. Insomma si prospettano due anni di progettazione e sperimentazione intensa.

Infine la terza sfida: un record mondiale tutto femminile. Spesso si pensa che gli sport di potenza e ancor di più quelli rischiosi siano un’esclusiva solo degli uomini. La verità è che né l’innovazione tecnologica né la corsa al raggiungimento dei limiti umani conoscono distinzioni di sesso. Per questo e per altri motivi il Team Policumbent ha quindi deciso di accogliere una ciclista e portarla verso e si spera oltre i 121,41 km/h raggiunti nel 2009 da Barbara Buatois. Per ottenere questo risultato sarà necessario avere una bici collaudata e capace di raggiungere tali velocità in sicurezza ed una ciclista in grado non solo di sviluppare un’adeguata potenza (parliamo di circa 200 W medi sui 5 minuti) ma che riesca anche a mantenere sangue freddo e controllo in un veicolo che viaggia a tali velocità. Date queste premesse il Team ha da subito dedicato un intero reparto solo ed esclusivamente alla “clonazione” di Taurus, bicicletta ormai collaudata e che avrà dunque una sorella gemella pronta per correre nel settembre 2019. Per quanto riguarda la ciclista, sotto l’attento occhio del preparatore atletico della nazionale di triathlon Andrea Gabba si sono già svolte le prime sessioni di test di soglia su alcune candidate e già si intravede la prima scelta tra tutte: la ragazza che in meno di un anno potrebbe diventare la donna più veloce del mondo.

In questo quadro di attività complicato ma sempre ordinato, il Team è pronto a raggiungere i suoi obiettivi del 2019, siano essi italiani, europei o mondiali. Noi continueremo a seguire l’evoluzione del progetto e a supportare il team.

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