I CFU dovrebbero rappresentare una misura indicativa dei tempi di preparazione di un esame. Dovrebbero. Nella realtà, gli esami ci fanno navigare tutti indistintamente nella stessa merda. Ovviamente, dato il nostro desiderio di non abbandonarvi totalmente, eccovi alcuni consigli che potrebbero risultare utili (per quanto ovvi) per preparare i vostri esami, consigli che verranno dati sempre in base al numero di CFU e al valore che, ipoteticamente, dovrebbe rappresentarli.

Una vita fatta di CFU

– Per gli esami dai 9 ai 12 CFU consigliamo vivamente lo studio costante al passo con le lezioni, esercitazioni come se ne dipendesse la vostra vita e, se ne sentite il bisogno, può essere molto utile (anche come mezzo di confronto) uno studio effettuato  con i propri colleghi. A differenza del vostro grado di reazione (e disperazione) questo tipo di esami vengono preparati in un intervallo temporale che va da 1 a 3 mesi (alcuni casi patologici anche 6).

– Per gli esami dai 3 ai 6 CFU, che vi risulteranno un po’ più fattibili rispetto la prima tipologia, è possibile anche effettuare uno studio autonomo (anche per evitare i complessi di inferiorità dei docenti, che cercheranno di rendere la loro materia più complessa di esami da 12 CFU), tuttavia sempre reperendo un programma da fonti attendibili. Va da sé che, se ne avete la possibilità, è sempre meglio uno studio graduale seguendo le lezioni. Per questi esami, solitamente, bastano dalle 2 settimane a 1 mese di studio (casi patologici a parte). Nella realtà vi faranno smadonnare più degli esami da 15 CFU.

Ma quante ore al giorno di studio?

Ricordiamo che, tutti questi calcoli, sono fatti supponendo uno studio di otto ore al giorno. Ovviamente, però, le ore non vanno fatte tutte consecutivamente: secondo le opinione di numerosi ed eminenti studi scientifici, infatti, bisogna effettuare delle pause durante la propria preparazione senza, come si dice, “fare una tirata unica”. Tra alcune fonti che possiamo citare troviamo un interessante articolo del Corriere della Sera oppure anche il Giornale dell’Università degli Studi di Padova, secondo cui è necessario fare delle pause quando si studia perché l’attenzione del proprio cervello dura per 40-45 minuti di fila al massimo. Insomma, mai come in questo caso, “Il troppo stroppia“. È, quindi, fondamentale fare qualche pausa di tanto in tanto, per distrarsi un po’ : l’ideale sarebbe quello di alternare 45 minuti di studio e 5 di riposo (un metodo che prende il nome di “pomodoro”, ogni step portato a buon termine corrisponde a ” 1 pomodoro”).

E voi? Che metodo di studio avete? Fatecelo sapere!