Sin dall’infanzia (ossia dal primo anno di università) gli ingegneri vengono preparati psicologicamente ad odiare, con tutte le loro forze, qualsivoglia facoltà diversa dalla loro. Il risultato di questo tipo di istruzione è univoco: rivalità spregiudicata contro l’intero mondo. Questa sua tendenza a ficcare il naso in tutti i rami dello scibile umano (e non) ha, infatti, causato attriti con gli specialisti dei singoli settori. Stiamo giungendo ad un punto in cui l’ingegnere (come una piovra) sta riuscendo ad infiltrarsi in tutti gli ambiti possibili, compresi quelli che prima non gli competevano: per esempio gli studenti di ingegneria gestionale continuano la loro rapida ascesa nel ramo finanziario contendendosi i ruoli da Top Manager agli economisti bocconiani;  oppure possiamo introdurre la facoltà di Ingegneria Biomedica: grazie a questa gli ingegneri sono riusciti ad infiltrarsi addirittura all’interno di una sala operatoria. Come? No, neanche la stessa ingegneria è al sicuro. C’è una tale corsa agli armamenti ( o meglio alla laurea) che gli ingegneri si ostacolano anche a vicenda.

LA PIÙ ANTICA FORZA DELL’UNIVERSO

Ci sono tanti stereotipi sulle facoltà di ingegneria ma la rivalità più radicata, che continua anche al giorno d’oggi, è quella con gli architetti. Rivalità storica, risalente a prima del Big Bang,  da cui hanno preso esempio altre importanti diatribe: Yin e Yang, Bene e Male … Insomma la rivalità tra Ingegneri e Architetti può essere considerata come una delle forze fondamentali della natura.

ARCHITETTI NELLA STORIA

I docenti, di certo, hanno un ruolo fondamentale per l’utilizzo del suddetto razzismo ma gli ingegneri hanno anche i loro motivi. La storia è piena di opere di alta ingegneria, per esempio l’Arca di Noè è un ottimo esempio di ingegneria navale, ma opere di alta architettura? Esatto. Abbiamo solo dei pallidi tentativi di imitazione, come la Torre di Babele (Indovinate che fine ha fatto).