Che sia primavera, estate, autunno e inverno, l’incubo di uno studente di ingegneria è sempre lo stesso: “La sessione esami”.

Alla facoltà di Ingegneria, ogni sessione è organizzata in modo da renderla simile ad  uno dei gironi infernali descritti da Dante, solo che non abbiamo torture fisiche ma molto peggio: una quantità spropositata di esercitazioni ed esercizi, dispense e chi più ne ha più ne metta da studiare in pochi giorni, il tutto raggruppato in non meno di 5 o 6 esami a sessione. Ovviamente, per rendere tutto più semplice , i professori sono sempre felici di NON mettere alcun tipo di data extra, mantenendo la media di una sola seduta al mese, per paura che gli studenti possano laurearsi entro i 3 anni – non a caso uno dei motti di ingegneria è “Cosa vuol dire triennale? 5 anni ”.

Se volessimo schematizzare il tutto, un ingegnere attraversa due fasi principali:

Fase pre-sessione

Durante questa fase lo studente di ingegneria crede quasi di poter assaporare la libertà, può rimandare gli studi e passare più tempo con i suoi passatempi preferiti (come, ad esempio giocare con i lego), può avere quasi una vita sociale normale, insomma durante questa fase potrebbe quasi passare per un essere umano. Sottolineo il “QUASI”.

Fase mortale

Da come si capisce dal nome, qui l’ingegnere si rende conto che gli esami sono imminenti e che ormai è troppo tardi per studiare. L’ingegnere, da quasi persona normale, diventa un animale notturno che passa il suo tempo a cercare di far quadrare le pagine, ancora da studiare, nei giusti tempi (Se studio 450 pagine al giorno, riuscirò a passare l’esame” ). Anche se finirà solo per lamentarsi , per l’80% del tempo,  della roba che ha ancora da studiare.

La fase post-sessione? Non esiste

Dopo la sua prima sessione di esami l’ingegnere passerà il suo tempo solo a studiare, vivendo fino alla laurea nella sua “fase mortale” , diventando completamente un essere asessuato, privo di vita sociale e con  fonte principale di nutrimento concentrata nel caffè e su qualsiasi cosa possa essere messo tra due fette di pane. Oltre a subire le stesse conseguenze dell’eroe Saitama: Addio capelli.

Nonostante questo, non disperate cari ingegneri! Con un po’ di organizzazione, costanza nello studio e tanta pazienza riusciremo tutti a sopravvivere in questa guerra post-apocalittica, fino ad arrivare alla meritata pace della nostra laurea. E ricordate che il team di “Ingegneria del suicidio” è sempre pronto a fornirvi tutto il supporto necessario per rendervi meno tragico questo infernale percorso!