La sessione d’esami non ti avvisa quando arriva. La sessione arriva e ti sovrasta. E non importa se è il momento giusto oppure no, ti sfonda la porta di casa e ti trascina ad uscire solo quando devi andare a sostenere l’esame. Perché, nei giorni antecedenti alle fatidiche prove (scritte e/o orali) , la porta rimane ben chiusa, a maggior ragione se la sessione è quella invernale e lo studente preferisce rimanere in casa.

Lo studente che predilige lo studio in casa, rispetto a biblioteca ed aula studio, è caratterizzato dallo spostarsi, durante l’arco della giornata, con movimenti lenti e ponderati, come se ogni sforzo potesse pregiudicare la restante giornata di studio. Le parole d’ordine, nel disordine della propria stanza, sono tisana e pigiama.

sessione

 

Il pigiama è la seconda pelle di uno studente. Se nei rettili avviene la ecdisi, lo studente modifica il suo modo di vestirsi in contemporanea con il pronunciarsi delle parole ”ho finito la sessione”. Il pigiama può essere accompagnato da un importante calzino. Quest’ultimo ricopre la parte bassa dei pantaloni rendendo tutt’uno l’abbigliamento. Impedirà quindi ad un qualsiasi spiraglio d’aria di entrare in contatto con noi stessi e con i nostri piedi.

 

stanchezza

 

Abbigliamento e pettinatura (per chi ha sempre i capelli) passano in secondo piano rispetto all’obiettivo principale di concludere la sessione al meglio. Altro aspetto solitamente trascurato durante questo periodo è l’ordine in camera: calzini  sotto il letto, quaderni e libri sparsi in ogni dove, fogli di appunti attaccati sulle pareti. Se tre cani entrassero nella tipica ”stanza da sessione”, sul vocabolario, sotto il termine ”caos”, saremmo protagonisti della foto descrittiva.

Nella sessione ci si entra un po’ ”incoscenti”  e, arrivati alla fine si accetta pure un diciotto. Perché studiare è stato un parto, ma dopo che partorisci, bello o brutto che sia, resta sempre tuo figlio.

 

(”La sessione, quando arriva, ‘un t’avverte. Passa, piglia e porta via. E a te ‘un ti resta che rimanere lì, bono, bono a guardare e a capire che se ‘un fosse passata, sarebbe stato parecchio, ma parecchio peggio”. Semicit. Leonardo Pieraccioni)

 

-jack lo storpiatore