Avete presente “Mai na gioia”? Ebbene, come se lo sciopero dello scorso anno non ci avesse già rotto le uova nel paniere, il sistema universitario ha deciso di ostacolare ulteriormente gli studenti: per la sessione estiva di quest’anno sarà previsto un nuovo sciopero che vedrà coinvolti numerosi docenti universitari di tutta Italia. Inutile dire che questa cosa è davvero vergognosa e un ennesimo schiaffo a tutti quelli che sono i nostri diritti da studenti.

Pubblicata la lista completa dei docenti che prenderanno parte allo sciopero. 

Per scaricare la lista clicca qui—->  LISTA DOCENTI

MODALITÀ DELLO SCIOPERO

“I professori universitari, nonché i ricercatori universitari ai quali sia stato affidato in maniera ufficiale un corso o un modulo nella loro sede di appartenenza, si asterranno dal tenere tutti gli appelli degli esami di profitto programmati nella sede di appartenenza nella giornata fissata per il primo di tutti gli appelli dei loro corsi o moduli della loro sede che cada all’interno del periodo 1 giugno-31 luglio 2018”.

In pratica tutti gli esami verranno spostati all’appello successivo che si terrà regolarmente. A quanto pare, in ogni caso, così come era stato fatto lo scorso autunno, verrà assicurato lo svolgimento di almeno un appello nello stesso periodo (1 giugno-31 luglio). Previsti anche appelli straordinari per laureandi, studenti Erasmus e studentesse in gravidanza o con problemi di salute.

MOTIVI DELLO SCIOPERO

Anche se, personalmente, questi scioperi sono davvero un insulto al nostro status di studente PAGANTE e uno sputo su quelli che sono i nostri diritti, troverete di seguito i motivi che hanno spinto i docenti universitari a questa nuova “sessione di scioperi”. La lettera di protesta era articolata in questo modo:

«Nella legge di Bilancio 2018 non riscontriamo risposte soddisfacenti allo sblocco definitivo delle classi e degli scatti sollecitato con lo sciopero dagli esami di profitto dal 28 agosto al 31 ottobre 2017»

Chiedendo, inoltre, lo sblocco del “Fondo integrativo” per le borse di studio e che vengano messe a disposizione risorse per procedere ai concorsi per 6000 posti da professori associati e 4000 da ordinari.

Tutti motivi giusti, per carità. Ma perché a farne le spese siamo sempre noi studenti?

Direi che, questa volta, vi boccio io, cari docenti. E, dato questo sciopero, potrete ritentare l’esame di coscienza direttamente a Gennaio del prossimo anno.

Prima di chiudere l’articolo, vi segnalo una piccola petizione (di cui allego link) per contrastare questo ennesimo ostacolo nella nostra carriera:

https://www.change.org/p/docenti-e-ricercatori-universitari-sciopero-docenti-non-sulla-pelle-di-studenti-e-studentesse

Seguiranno ulteriori informazioni a riguardo.

 

Fonti: scuola24.ilsole24ore.com