Ad ogni studente di ingegneria è capitato almeno una volta di dover fare un progetto di gruppo. Tralasciando le eccezioni, avete notato che il team si compone sempre di elementi dalle caratteristiche ricorrenti?

 

 

L’intelligente

Lui è la mente del team, è brillante, è quello che ha una proprietà di linguaggio fuori dal comune, che viene all’università vestito da matrimonio e che contratta con i professori quasi fosse uno di loro. È incredibilmente popolare e si atteggia a ingegnere navigato millantando competenze da Nobel ed agganci con la NASA. Però poi scopri che è fuoricorso da prima di nascere e che l’ultima volta che ha aperto un libro c’era ancora l’Unione Sovietica.

 

Il silenzioso

Quello che non sai neppure che esista, che studia come il pazzo, che è in laboratorio già dalle 8 del mattino e che, probabilmente, sarà l’autore dell’80% del lavoro. È quello che puzza anche un po’, che passa la sua giornata curvo sul progetto e che si fa venire idee geniali per sistemare le cagate fatte dall’Intelligente. Non sarà mai ringraziato da nessuno e l’Intelligente si prenderà tutti i meriti.

 

Quello che ci prova

Prova, riprova, cambia approccio, se ne esce con idee campate in aria e prova anche a dare consigli al Silenzioso. Verrà piallato brutalmente da qualcuno perché non capisce un cazzo di niente. Finirà in depressione, emarginato dal team e perculato dall’Intelligente.

 

L’Invisibile

Risulta essere membro del team ma nessuno lo ha mai visto. Fa brevissime comparsate giusto per capire lo stato dell’arte ed informarsi sull’argomento. Avrà la fortuna che il professore si troverà a passare proprio in quei 5 minuti in cui lui è presente. Scomparirà di nuovo per comparire solo il giorno dell’esame e ricevere esattamente lo stesso voto degli altri.

 

L’ameba

È seduto accanto al Silenzioso, guarda lo schermo, annuisce, concorda sempre ma è chiaro che in realtà stia pensando a dove fare Pasquetta.