In tempi di sisma non è raro incappare in articoli che parlano di fantomatici macchinari capaci di generare terremoti in determinate zone del pianeta ed in precisi momenti. Io stessa, sulla mia pagina, ho dovuto combattere a colpi di logica contro orde di complottari giunti ad illuminare noi poveri stolti che ancora crediamo alla scienza insegnata all’università.
Spesso, comunque, quando si parla di geo-ingegneria, spunta il nome di Nikolino nostro.

Perché tutto ciò?

Nikola Tesla, nella sua lunghissima carriera da scienziato e inventore, ha nutrito un fortissimo interesse verso il fenomeno della risonanza tanto da essere considerato uno dei pionieri del campo.
Senza scendere troppo in dettaglio, possiamo descrivere il fenomeno tramite il tanto famoso esperimento del diapason:

“Se si percuote un diapason, che produce onde alla frequenza fissa di 440 Hz, e lo si pone vicino a un secondo diapason fermo, dopo un breve intervallo quest’ultimo comincia anch’esso a vibrare.”

524px-resonant_frequency_amplitude-svgIl fenomeno della risonanza, dunque, non è altro che un trasferimento di energia da un corpo ad un altro quando uno dei due vibra ad una precisa frequenza detta, appunto, frequenza di risonanza. Il corpo sollecitato, inoltre, accumula questa energia che, in alcuni casi, può diventare così elevata da distruggere il corpo stesso.
Questo è il principio fondante su cui si baserebbe la famigerata “Macchina dei terremoti”. Quindi un congegno capace di entrare in risonanza con le rocce così che esse possano accumulare così tanta energia da rompersi e generare un terremoto.

Sarebbe una teoria assolutamente affascinante se non fosse per alcuni “piccolissimiproblemi tecnici.
In primo luogo, per rendere efficiente la macchina, la superficie di impatto del pistone con la roccia dovrebbe essere sproporzionatamente grande. La macchina stessa, dunque, dovrebbe essere gigantesca e quindi impossibile da trasportare o comunque da far funzionare a chilometri di profondità.
Inoltre, per raggiungere la frequenza di risonanza, la macchina dovrebbe essere rifornita di una quantità immane di energia e dovrebbero trascorrere mesi (se non anni) prima che la roccia accumuli l’energia necessaria a rompersi…sempre ammesso che si rompa.

Torniamo, però, all’argomento in questione: cosa c’entra la macchina dei terremoti con Tesla?

Nikola Tesla, nel 1893, brevettò un generatore elettrico a vapore battezzato “Oscillatore Tesla”. 94351c87jursmmzmlyovrrzllq1x7ac7Questo apparecchio, utilizzando la pressione del vapore, spingeva un pistone avanti e indietro così da farlo vibrare ad una frequenza regolabile.
Tesla presentò questo apparecchio insieme ad altre decine di sue invenzioni alla World’s Fair: Colombian Exposition a Chicago. Nel 1935, oramai povero e con la reputazione a pezzi, Nikolino pensò bene di rilasciare alla stampa una dichiarazione che avrebbe riportato l’attenzione su quel brevetto che quaranta anni prima era passato in sordina.

Sul Telegram dell’11 giugno 1935, infatti, comparve la seguente dichiarazione:


I was experimenting with vibrations. 01I had one of my machines going and I wanted to see if I could get it in tune with the vibration of the building. I put it up notch after notch. There was a peculiar cracking sound.

Stavo facendo degli esperimenti con le vibrazioni. Avevo uno dei dispositivi accesi e volevo capire se potesse essere messo in risonanza con l’edificio. Aumentai la frequenza tacca dopo tacca. Ci fu un curioso scricchiolio. 

02“I asked my assistants where did the sound come from. They did not know. I put the machine up a few more notches. There was a louder cracking sound. I knew I was approaching the vibration of the steel building. I pushed the machine a little higher.”

Chiesi ai miei assistenti da dove provenisse il rumore. Non lo sapevano. Aumentai ancora la potenza di alcune tacche. Ci fu un cigolio ancora più forte. Sapevo che stavo raggiungendo la frequenza di risonanza dell’acciaio con cui era costruito l’edificio. Spinsi la potenza del dispositivo ancora più in su.


05“Suddenly all the heavy machinery in the place was flying around. I grabbed a hammer and broke the machine. The building would have been about our ears in another few minutes. Outside in the street there was pandemonium.”

Improvvisamente tutti i macchinari pesanti nella stanza iniziarono ad ondeggiare. Presi un martello e distrussi il dispositivo. L’edificio avrebbe resistito solo per pochi minuti. In strada c’era il finimondo.  

04“The police and ambulances arrived. I told my assistants to say nothing. We told the police it must have been an earthquake. That’s all they ever knew about it.”

Arrivò la polizia e delle ambulanze. Dissi ai miei assistenti di non dire nulla. Riferimmo alla polizia che probabilmente si trattava di un terremoto. Questo è tutto ciò che hanno saputo di quanto accadde.

Quanto c’è di vero?

Moltissime delle ultime dichiarazioni di Tesla si sono rivelate false o comunque riconducibili al tentativo di attirare nuovamente l’attenzione su di sé e sulle proprie scoperte. Infatti questo genere di dichiarazioni, soprattutto in tempo di guerra, riscontravano grande interesse in una società in competizione tecnologica con la Germania.

Nel 2006 quelli di MythBusters hanno provato a risolvere l’arcano passando dalle parole ai fatti.
Eccovi il video dell’esperimento:

MythBusters - The earthquake machine