Il fine settimana viene generalmente accolto come una piccola conquista. Insomma, dopo una settimana di corsi, di studio e di stress, si ha quasi l’idea che un po’ di relax sia dovuto. Ma cosa accade veramente nella testa dell’ingegnera quando arriva il week end?

Il venerdì

Il week end inizia ufficialmente allo scadere dell’ultimo minuto dell’ultimo corso del venerdì.
Il venerdì sera, sul mezzo di ritorno a casa, realizzi di avere due giorni per organizzare lo studio secondo tempistiche più umane. Quindi potrai dormire, mangiare, lavarti, magari fare un pochino di sport, giocare ai video games e, magari, anche dedicarti a quella strana cosa chiamata “socializzazione“.

Il Sabato

Tutto inizia male quando ti svegli il sabato alle 6:00 convinta di dover seguire. Il tempo di collegare il cervello ed accendere il cellulare e ti rendi conto che avresti potuto dormire almeno un’altra oretta.
Mannaggialaputtana.

Sepolta sotto diversi strati di coperte ti interroghi sul significato della vita, sui viaggi intergalattici, sulla figura di merda rimediata all’ultimo esame e su quanti giorni manchino al prossimo.
Cazzo? Manca così poco?
L’ansia torna e tu, nel buio e ad occhi sbarrati, fai un inattuabile programma di studio che sai già di non poter rispettare nemmeno se ti spari metanfetamine in endovena.
Qui accade il capolavoro: ti riaddormenti.

Ti risvegli all’improvviso, con le bocca impastata e gli occhi incollati.
Controlli il cellulare e ti accorgi che sono quasi le 11:00.
Mannaggialaputtana.

Ti convinci che nulla sia perduto, che la mattinata sia ancora lunga.
Allora ti avvolgi in una coperta a caso, con i bordi del pantalone del pigiama infilati nei calzini, e ti spari un lungo caffè e un pacco di Pan di Stelle giusto così per gradire. Mentre mangi fai un nuovo calcolo dei tempi in funzione della mole di studio ed arrivi ad ipotizzare viaggi a velocità luminare per riuscire a studiare tutto ciò che avevi programmato.
Già che ci sei, ti perdi a guardare fuori dalla finestra ed a fare voli pindarici sulla guerra nucleare, sull’elettrosincrotrone di Frascati e su quei bellissimi Jeans visti da Zara. Controlli di nuovo l’orologio e noti che si sono fatte le 12:00 ed hai sfanculato il pranzo, la dieta e lo studio.

La giornata andrà così.
Il mantra degli “atri cinque minuti” ti porterà a sera senza aver concluso nulla.
Sarai corrosa da così tanti sensi di colpa che non uscirai nemmeno.

Domenica

L’ingegnera impara dai propri errori.
Hai impostato la sveglia alle 8:30 – 9:00.
Ammettilo, l’hai rimandata almeno tre o quattro volte ma alla fine sei comunque riuscita ad alzarti.
Memore degli errori commessi il Sabato, fai una colazione veloce e, super motivata, ti metti sui libri. Studierai con “serietà” e concentrazione per non più di due ore perché all’improvviso il citofono ti ricorderà che sono arrivati i parenti.
Ti prometti che dopo il pranzone-devasto tornerai sui libri ma alla zia, casualmente, verrà voglia di rivedere il video del battesimo di tuo cugino o le foto del matrimonio dei tuoi di cui a te non è mai fregata una minchia ma che, sulle ali del fancazzismo, ritieni decisamente più esaltante che studiare.
Un caffè, una fetta della colomba avanzata da Pasqua ed ecco che si fanno le 6 del pomeriggio. Tu, in tutto ciò, giaci sul divano piena come un uovo, troppo stanca per studiare e troppo nervosa per dormire. Vegeterai lì fino ad ora di cena, ti rimpinzerai di nuovo degli avanzi del pranzo ed andrai a morire davanti a Netflix (o scaricherai tutto dal peggiore dei torrent se sei una poveraccia proprio come la sottoscritta).

Buon week-end, mie care 😉